LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA'

LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA'

TUTTO SQUAT MILANO 🏴‍☠️:

🖼 LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA'
CORTEO, 24 OTTOBRE 2026 H. 14.30, MILANO
 
La mattina del 16 giugno 2026 si apre con numerose perquisizioni e arresti in tutta Italia, a seguito dell'ennesima operazione repressiva anti-anarchica diretta dalla procura di Roma. 
In nove sono accusatx di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270bis): cinque persone vengono tradotte in carcere in misura cautelare, due agli arresti domiciliari, mentre due risultano indagatx a piede libero. Fra queste nove, alcunx sono anche indagatx, insieme ad altrx compagnx, per dei sabotaggi alla linea ferroviaria dell'alta velocità avvenuti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. In questo frangente, il Bencivenga occupato viene sgomberato, mentre altri due compagni vengono condotti in carcere con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo (art. 270 quinquies ter), a seguito del ritrovamento di vari opuscoli nelle loro abitazioni.

Questa nuova tipologia di reato, denominata 'terrorismo della parola', permette di reprimere le idee e le intenzioni piuttosto che le azioni compiute dalle persone. In sede di riesame sono poi cadute le misure cautelari a tuttx.
Uno dei termini più utilizzati dai media di regime per riferirsi a questi fatti è "terrorismo", ma sappiamo bene che è lo stato che, a tutela degli interessi padronali e forte della sua retorica di legittimità nell'utilizzo della violenza, devasta i territori in nome di un progresso di cui è il solo a trarne i benefici, che cancella interi quartieri perché considerati indecorosi, che costringe alla fame diverse fasce di popolazione.
Secondo la filosofia del progresso, le Olimpiadi costituiscono un momento di vanto, un'occasione di sviluppo per l'economia locale. Peccato che ovunque si siano tenute la popolazione e i territori hanno pagato a caro prezzo. Intorno alle olimpiadi di Milano Cortina, come sempre, si è creata una coltre di menzogne per coprire un intero territorio devastato dalle ferrovie e dagli impianti sciistici, una città blindata, per non parlare della presenza delle squadracce dell'ICE. 
Mentre le voci critiche vengono additate come pericolose e chi cerca di opporsi viene ancora più sorvegliato, questo grande teatrino viene giustificato con la retorica della sicurezza, che nasconde la volontà politica di tutelare gli interessi di chi vuole mantenere gli attuali rapporti di forza. Sentiamo sempre più spesso come, secondo governi, giornali, burocrati e imprenditori, i fattori di insicurezza che attanagliano la popolazione sono dovuti a coloro che minano il decoro nelle città, l'integrità nazionale, la legittimità e indiscutibilità dello stato e della proprietà privata. Come soluzione vengono imposte e affinate diverse strategie di controllo e di repressione. Le prime si concretizzano in alcuni elementi materiali identificabili nelle varie forme di sorveglianza tecnologica. Esse vengono applicate ovunque sul territorio, dalle città sempre più interconnesse e smart, lungo le rotte migratorie e nei Paesi di frontiera. Videocamere, droni, termoscanner, sensori, celle telefoniche, telecamere con intelligenza artificiale per il riconoscimento e barriere automatizzate. Tutti dispositivi che raccolgono tantissimi dati, che rappresentano oggi una grande risorsa economica e che vengono conservati in DataCenter sparsi su tutto il territorio, veri e propri fortini dal devastante impatto ambientale. E non dimentichiamo che uno dei più grandi laboratori di sviluppo delle tecniche di controllo è a Gaza e in Cisgiordania dove la popolazione palestinese funge da cavia per la sperimentazione di tecnologie di sorveglianza, brevettate con un genocidio ed esportate da Israele nel resto del  mondo. Viceversa, la stessa Italia che predica pace è un attore fondamentale nella produzione e nell'esportazione di armamenti che insanguinano mezzo globo.
Parallelamente si inasprisce la repressione: negli ultimi anni sono state varate nuove leggi scritte su misura per reprimere coloro che non si allineano o integrano a questo sistema. Oggi in Italia, a seguito di tutti i decreti-legge varati dall'ultimo governo, è praticamente vietata qualsiasi forma di protesta che non sia puramente formale e retorica. Chi sceglie di alzare la testa o è costretto a vivere fuori dalle strette maglie della legalità viene punito con anni di carcere. Queste soggettività non conformi diventano il nemico interno, da temere e mettere poi alla sbarra, da utilizzare per legittimare la capillare securizzazione delle nostre vite.
Sappiamo bene che la sicurezza non è qualcosa che può essere delegata, ma si costruisce nelle comunità che si abitano e nelle reti di alleanze che cospirano insieme contro questo mondo. Attaccare e sabotare questo mondo rappresenta una postura puntuale ed efficace per costruirsi dei reali spazi di vivibilità autentica.

Contro la violenza esercitata da stato e capitale scendiamo in strada;
a fianco di chiunque, dal basso, si riappropria della violenza per rovesciare questo mondo di miseria e guerra.

Tuttx liberx

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