LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA' - ANNULLATO
AGGIORNAMENTO DEL 22 OTTOBRE:
Il corteo di sabato 24 ottobre contro la repressione e il controllo é annullato.
Le piazze milanesi dello scorso fine settimana hanno aperto uno spazio di conflitto che a queste latitudini non si vedeva da anni. La rabbia che si è riversata nelle strade parla di carovita, precarietà, sfruttamento; di una vita sempre più difficile da sostenere e di un futuro che ci viene negato.
Non è una rabbia isolata. È il segno di contraddizioni che attraversano la società e che anni di politiche repressive sempre più stringenti non sono comunque riuscite a cancellare.
L’operazione del 16 giugno contro alcun× compagnx anarchicx si inserisce in questo scenario: mira infatti a colpire chi si organizza, chi costruisce solidarietà e chi mette in discussione l’esistente.
La repressione può limitare delle lotte, ma non può fermare la rabbia accumulata; anche se cerca di rompere la possibilità di trasformare il malessere individuale in una forza collettiva, le mutazioni sociali talvolta riescono a cogliere impreparato l'apparato repressivo. Sono molteplici le persone che decidono di ribellarsi e c’è sempre qualcuno che sfugge alle categorie repressive o che almeno trova un nuovo spazio d’azione. I giovani da tempo sono diventati una di queste categorie, ma nonostante ciò oggi stanno trovando il loro modo di esprimersi. È in questo momento che è importante sostenere chi come noi decide di agire e non rimanere a guardare, chi vede che le lotte pacifiche non sono più abbastanza.
Le lotte non sono tutte uguali, né devono esserlo, ma riconoscere i punti di contatto tra chi si ribella a condizioni di vita insostenibili e chi viene colpito per le proprie pratiche di lotta è necessario per non lasciare che la repressione isoli e frammenti ogni forma di opposizione.
Per questo, dato che ci sarà un'altra manifestazione in piazza Duomo, il 24 ottobre, decidiamo di annullare il corteo e non frammentare le piazze.
Riteniamo importante riconoscere la portata storica di ciò che si sta muovendo nelle strade di Milano e non solo, senza ignorare le nuove possibilità di incontro e conflitto che si possono aprire in questi momenti.
Annullare questo corteo non significa fare un passo indietro. La solidarietà non si esaurisce in una data specifica e la lotta contro la repressione non può essere separata dalla lotta contro le condizioni materiali che generano precarietà, sfruttamento e oppressione.
Solidarietà con chi lotta dentro e fuori le galere e in tutto il mondo.
Per la libertà.
Per la rivoluzione sociale.
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TUTTO SQUAT MILANO 🏴☠️:
🖼 LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA'
CORTEO, 24 OTTOBRE 2026 H. 14.30, MILANO
La mattina del 16 giugno 2026 si apre con numerose perquisizioni e arresti in tutta Italia, a seguito dell'ennesima operazione repressiva anti-anarchica diretta dalla procura di Roma.
In nove sono accusatx di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270bis): cinque persone vengono tradotte in carcere in misura cautelare, due agli arresti domiciliari, mentre due risultano indagatx a piede libero. Fra queste nove, alcunx sono anche indagatx, insieme ad altrx compagnx, per dei sabotaggi alla linea ferroviaria dell'alta velocità avvenuti durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. In questo frangente, il Bencivenga occupato viene sgomberato, mentre altri due compagni vengono condotti in carcere con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo (art. 270 quinquies ter), a seguito del ritrovamento di vari opuscoli nelle loro abitazioni.
Questa nuova tipologia di reato, denominata 'terrorismo della parola', permette di reprimere le idee e le intenzioni piuttosto che le azioni compiute dalle persone. In sede di riesame sono poi cadute le misure cautelari a tuttx.
Uno dei termini più utilizzati dai media di regime per riferirsi a questi fatti è "terrorismo", ma sappiamo bene che è lo stato che, a tutela degli interessi padronali e forte della sua retorica di legittimità nell'utilizzo della violenza, devasta i territori in nome di un progresso di cui è il solo a trarne i benefici, che cancella interi quartieri perché considerati indecorosi, che costringe alla fame diverse fasce di popolazione.
Secondo la filosofia del progresso, le Olimpiadi costituiscono un momento di vanto, un'occasione di sviluppo per l'economia locale. Peccato che ovunque si siano tenute la popolazione e i territori hanno pagato a caro prezzo. Intorno alle olimpiadi di Milano Cortina, come sempre, si è creata una coltre di menzogne per coprire un intero territorio devastato dalle ferrovie e dagli impianti sciistici, una città blindata, per non parlare della presenza delle squadracce dell'ICE.
Mentre le voci critiche vengono additate come pericolose e chi cerca di opporsi viene ancora più sorvegliato, questo grande teatrino viene giustificato con la retorica della sicurezza, che nasconde la volontà politica di tutelare gli interessi di chi vuole mantenere gli attuali rapporti di forza. Sentiamo sempre più spesso come, secondo governi, giornali, burocrati e imprenditori, i fattori di insicurezza che attanagliano la popolazione sono dovuti a coloro che minano il decoro nelle città, l'integrità nazionale, la legittimità e indiscutibilità dello stato e della proprietà privata. Come soluzione vengono imposte e affinate diverse strategie di controllo e di repressione. Le prime si concretizzano in alcuni elementi materiali identificabili nelle varie forme di sorveglianza tecnologica. Esse vengono applicate ovunque sul territorio, dalle città sempre più interconnesse e smart, lungo le rotte migratorie e nei Paesi di frontiera. Videocamere, droni, termoscanner, sensori, celle telefoniche, telecamere con intelligenza artificiale per il riconoscimento e barriere automatizzate. Tutti dispositivi che raccolgono tantissimi dati, che rappresentano oggi una grande risorsa economica e che vengono conservati in DataCenter sparsi su tutto il territorio, veri e propri fortini dal devastante impatto ambientale. E non dimentichiamo che uno dei più grandi laboratori di sviluppo delle tecniche di controllo è a Gaza e in Cisgiordania dove la popolazione palestinese funge da cavia per la sperimentazione di tecnologie di sorveglianza, brevettate con un genocidio ed esportate da Israele nel resto del mondo. Viceversa, la stessa Italia che predica pace è un attore fondamentale nella produzione e nell'esportazione di armamenti che insanguinano mezzo globo.
Parallelamente si inasprisce la repressione: negli ultimi anni sono state varate nuove leggi scritte su misura per reprimere coloro che non si allineano o integrano a questo sistema. Oggi in Italia, a seguito di tutti i decreti-legge varati dall'ultimo governo, è praticamente vietata qualsiasi forma di protesta che non sia puramente formale e retorica. Chi sceglie di alzare la testa o è costretto a vivere fuori dalle strette maglie della legalità viene punito con anni di carcere. Queste soggettività non conformi diventano il nemico interno, da temere e mettere poi alla sbarra, da utilizzare per legittimare la capillare securizzazione delle nostre vite.
Sappiamo bene che la sicurezza non è qualcosa che può essere delegata, ma si costruisce nelle comunità che si abitano e nelle reti di alleanze che cospirano insieme contro questo mondo. Attaccare e sabotare questo mondo rappresenta una postura puntuale ed efficace per costruirsi dei reali spazi di vivibilità autentica.
Contro la violenza esercitata da stato e capitale scendiamo in strada;
a fianco di chiunque, dal basso, si riappropria della violenza per rovesciare questo mondo di miseria e guerra.
Tuttx liberx