Decolonizzare la cura: proiezione e riflessioni collettive a partire dal pensiero di Franz Fanon
FANON
Dopo la proiezione di Bologna, Darna arriva Milano a parlare di Frantz Fanon, insieme alla Brigata Basaglia e alla rivista Oltreoceano
L’8 novembre ci ritroveremo alle 18:00 al Cantiere per un aperitivo insieme, prima di guardare Fanon, il film di Jean-Claude Flamand-Barny dedicato alla vita e al pensiero dello psichiatra, filosofo e scrittore martinicano.
Il film ci porta nell’Algeria colonizzata dalla Francia, dove Fanon arriva per lavorare nell’ospedale psichiatrico di Blida. È proprio tra quelle corsie che si confronta con una contraddizione difficile da ignorare: come si può pensare di curare qualcunə senza mettere in discussione il sistema che contribuisce a farlo soffrire? Una domanda che attraversa tutto il suo pensiero e che a distanza di decenni continua a riguardarci.
Guardare Fanon oggi, a Milano, significa anche interrogarsi su ciò che accade fuori dallo schermo. In una città attraversata da mobilitazioni, tensioni e conflitti attorno al diritto di occupare lo spazio pubblico, le riflessioni di Fanon ci invitano a osservare il modo in cui le istituzioni definiscono l’ordine, la normalità e la devianza, e soprattutto a chiederci a chi sia concesso contestare queste definizioni. Ci ritroviamo spesso a discutere delle reazioni delle persone, molto meno delle condizioni che le hanno prodotte. Si parla di sicurezza, di ordine, delle conseguenze di una protesta, mentre le ragioni che hanno portato qualcuno a scendere in piazza rischiano di passare in secondo piano.
Torniamo a una riflessione centrale nel pensiero di Fanon: la sofferenza non può essere compresa fino in fondo se la separiamo dalle condizioni sociali e politiche in cui nasce.
Dopo la proiezione ci prenderemo del tempo per parlarne insieme, a partire dal film e dalle domande che il pensiero di Fanon continua a porre al nostro presente.