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DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio presentazione del libro Carte irrequiete. La 
	memoria dei\nmovimenti [https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=61
	5](Eleuthera 2025)\n\nCon: Lorenzo Pezzica (autore)\, Archivio dei Movimen
	to di via Avesella di\nBologna\, Associazione Lapsus\n\nOre 18:30: porte a
	perte\n\nOre 19:30 cena a prezzi popolari\n\nOre 20:30: inizio presentazio
	ne e dibattito\n\nEludendo lo sguardo ordinatore dello Stato\, si è afferm
	ata una moltitudine di\narchivi scomposti\, fluttuanti e sempre in movimen
	to che con il loro sguardo dal\nbasso rappresentano un’archivistica in cui
	 il metodo è più un’attitudine che un\ncomandamento. Attraversati da dinam
	iche molto poco archivistiche che ignorano\nprotocolli\, titolari e fascic
	oli\, questi archivi «anomali» sono i protagonisti\ndi una liberazione di 
	ampia portata capace di configurare una memoria veramente\ncollettiva. Sto
	ricamente\, la «natura» dell’archivistica rimanda alla concezione\ngerarch
	ica propria degli archivi di Stato\, monoliti ammantati di rigore\ngiurisp
	rudenziale e modellati su esigenze di centralizzazione che hanno\nprofonda
	mente influenzato la dottrina e la prassi tradizionali. Tuttavia\, a\npart
	ire dalla seconda metà del Novecento è esplosa una varietà di forme\narchi
	vistiche inedite e orizzontali che mettendo al centro gli individui e le\n
	comunità\, a discapito delle istituzioni\, hanno operato un ribaltamento d
	i\nprospettiva rivoluzionario. E così\, scorrazzando felicemente fuori da 
	steccati\ndisciplinari troppo rigidi e incapaci di contenerli\, questi arc
	hivi liberati –\nnon solo «dei movimenti sociali» ma anche «di comunità»\,
	 «partecipati»\, «living\narchives» – hanno messo in discussione con le lo
	ro carte irrequiete l’idea\nstessa di un sistema archivistico governato da
	ll’alto\, giocando un ruolo\ndecisivo nella costruzione di una memoria «al
	tra». Un allargamento radicale\ndell’idea di archivio che senza rinunciare
	 a un orizzonte disciplinare propone\nun’archivistica al passo con i tempi
	: trasversale\, partecipativa\, aperta al\ndialogo e immersa nella società
	.
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	bro <a href="https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=615" target="
	_blank"><em>Carte irrequiete. La memoria dei movimenti </em></a>(Eleuthera
	 2025)</p><p>Con: Lorenzo Pezzica (autore), Archivio dei Movimento di via 
	Avesella di Bologna, Associazione Lapsus</p><p>Ore 18:30: porte aperte</p>
	<p>Ore 19:30 cena a prezzi popolari</p><p>Ore 20:30: inizio presentazione 
	e dibattito</p><p><em>Eludendo lo sguardo ordinatore dello Stato, si è aff
	ermata una moltitudine di archivi scomposti, fluttuanti e sempre in movime
	nto che con il loro sguardo dal basso rappresentano un’archivistica in cui
	 il metodo è più un’attitudine che un comandamento. Attraversati da dinami
	che molto poco archivistiche che ignorano protocolli, titolari e fascicoli
	, questi archivi «anomali» sono i protagonisti di una liberazione di ampia
	 portata capace di configurare una memoria veramente collettiva.</em> <em>
	Storicamente, la «natura» dell’archivistica rimanda alla concezione gerarc
	hica propria degli archivi di Stato, monoliti ammantati di rigore giurispr
	udenziale e modellati su esigenze di centralizzazione che hanno profondame
	nte influenzato la dottrina e la prassi tradizionali. Tuttavia, a partire 
	dalla seconda metà del Novecento è esplosa una varietà di forme archivisti
	che inedite e orizzontali che mettendo al centro gli individui e le comuni
	tà, a discapito delle istituzioni, hanno operato un ribaltamento di prospe
	ttiva rivoluzionario. E così, scorrazzando felicemente fuori da steccati d
	isciplinari troppo rigidi e incapaci di contenerli, questi archivi liberat
	i – non solo «dei movimenti sociali» ma anche «di comunità», «partecipati»
	, «living archives» – hanno messo in discussione con le loro carte irrequi
	ete l’idea stessa di un sistema archivistico governato dall’alto, giocando
	 un ruolo decisivo nella costruzione di una memoria «altra». Un allargamen
	to radicale dell’idea di archivio che senza rinunciare a un orizzonte disc
	iplinare propone un’archivistica al passo con i tempi: trasversale, partec
	ipativa, aperta al dialogo e immersa nella società.</em></p>
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